Se la lingua che studi usa un’altra scrittura, nella prima settimana hai una scelta: imparare subito il sistema o appoggiarti alla traslitterazione e tornarci dopo. Quasi tutti quelli che rimandano se ne pentono, e il motivo non è la disciplina.
La traslitterazione ti insegna suoni sbagliati senza farsi notare
La traslitterazione proietta suoni stranieri su lettere che la tua lingua possiede già, e tu li pronuncerai come li pronuncia la tua lingua. Quelle abitudini si disfano male in seguito. Nasconde anche distinzioni che la scrittura segna chiaramente. Finisci per imparare una versione sfocata della lingua, che poi dovrai mettere a fuoco.
Quasi tutti gli alfabeti sono una settimana, non un anno
Un sistema alfabetico o sillabico — cirillico, greco, arabo, ebraico, coreano, i kana giapponesi — conta trenta-cinquanta segni. A quindici minuti al giorno, la lettura lenta arriva in una o due settimane. La scrittura a caratteri è davvero un’altra cosa e richiede anni. Anche lì, imparare presto il sistema dei suoni e qualche centinaio di caratteri comuni si ripaga.
Imparala leggendo, non ripassando la tabella
Ricopiare la tabella produce riconoscimento senza velocità. Leggere parole vere — insegne, nomi, etichette, titoli di cose che già conosci — costruisce la decodifica automatica che ti serve davvero. Comincia da parole di cui conosci già il significato. Riconoscere un marchio nella nuova scrittura è il momento in cui smette di essere un codice.
Accetta di essere lento per quindici giorni
Leggerai come un bambino di sei anni per un paio di settimane, e questo è tutto il costo. Chi evita questa fase non la salta: la paga dopo, con in più una pronuncia peggiore. Leggi ad alta voce mentre lo fai. Il punto è legare la forma al suono, non la forma al significato.
Impara prima la scrittura in quasi tutti i casi. Due settimane scomode ti comprano suoni corretti, materiale di lettura reale e nessuna abitudine da disfare più avanti.